La psicoterapia: per cosa?

Il disagio psicologico può manifestarsi attraverso una sintomatologia più o meno specifica.
I sintomi sono espressioni di un conflitto più profondo e manifestazioni solo apparentemente incomprensibili.
Se da un lato essi possono lasciare chi li vive confuso e frustrato, dall’altro costituiscono il punto di partenza per il ritorno verso se stessi. Infatti ognuno di essi è collegato alla storia di vita della persona e rappresenta il suo tentativo estremo di adattarsi alla realtà.
La “forma” che assume un sintomo rispecchia ed esprime quella del miglior compromesso possibile che la persona è riuscita a trovare per fronteggiare una situazione di difficoltà; tuttavia, quando si arriva alla strutturazione di una sintomatologia rigida che compromette la quotidiana qualità di vita di una persona, la disfunzionalità degli effetti appare evidente.
Riconoscerli, raccontarli, comprenderli e trasformarli libera chi li vive assoggettato e rassegnato ad un destino ineluttabile che limita l’individuo e la sua esistenza.

I sintomi che più frequentemente si riscontrano sono:

  • l’ansia, gli attacchi di panico, le fobie o una paura generale che compromette il libero realizzarsi delle azioni e si interpone tra queste e l’intenzionalità del soggetto;
  • la depressione, la sfiducia verso il futuro, la mancanza di progettualità e di desiderio,  l’incapacità di sperare e di immaginare, la rinuncia;
  • le idee ricorrenti e ossessive con un contenuto generalmente negativo (pensieri tristi, catastrofici, ecc.) e un effetto ipnotico che invade lo spazio psichico sottraendo tempo ed energia;
  • i comportamenti impulsivi o acting out ovvero quando l’emozione viene agita in tutto il suo portato energetico senza alcuna elaborazione-mediazione cognitiva che possa contestualizzare l’azione in modo funzionale alla situazione contingente;
  • i comportamenti incongrui ossia quando si mettono in atto azioni non in linea con le proprie intenzioni, generando stress e confusione e ottenendo effetti opposti alla realizzazione dei propri obiettivi;
  • i comportamenti auto e/o etero-distruttivi: tutte le volte che la rabbia e l’odio originano azioni contro se stessi e gli altri procurando dolore (relazioni conflittuali, autolesionismo, ecc);
  • le dipendenze da fumo, alcool, gioco d’azzardo, ecc.
  • le dipendenze  relazionali e affettive, l’attaccamento e la difficoltà a trovare la “giusta distanza” tra sé e l’altro;
  • Il rifiuto di accettare, attraversare ed elaborare i traumi inerenti alle separazioni e ai lutti;
    la mancanza di autostima e l’incapacità a proteggersi da situazioni malsane e pericolose (mobbing, stalking, violenze, abusi, bullismo, cyber bullismo, ecc);
  • l’impossibilità di prendere decisioni, iniziative, a perseguire obiettivi e ad essere risoluti;
  • la difficoltà a vivere un’intimità sessuale;
  • le problematiche inerenti i comportamenti alimentari.